Adriano Romualdi (Forlì 9 dicembre 1940 – Roma 12 agosto 1973) è stato uno dei più brillanti intellettuali della destra. Si occupò di storia e politologia sin da giovanissimo. Si laureò alla Sapienza di Roma con una tesi sulla Rivoluzione conservatrice tedesca. Fu allievo di Renzo De Felice e Augusto Del Noce.
Fu inoltre allievo prediletto di Julius Evola al quale dedicò una biografia intellettuale, primo saggio sul filosofo romano. Il suo grande merito fu, negli anni Sessanta, di contribuire a divulgare in Italia l’opera di scrittori poco conosciuti come Pierre Drieu La Rochelle, Robert Brasillach, Oswald Spengler e di offrire nuove piste interpretative di autori come Platone, Nietzsche, Evola, Günther e di fenomeni storici come il Fascismo e la Rivoluzione conservatrice. I settori di interesse, oltre alla filosofia e alla storia del Novecento, furono anche gli studi archeologici, filologici e storici sugli Indoeuropei. Nel 1971 divenne assistente del professor Giuseppe Tricoli alla Cattedra di Storia contemporanea dell’Università di Palermo. Il 12 agosto del 1973, tornando a Roma,
sulla via Aurelia, fu coinvolto in un incidente stradale che gli costò la vita. Da qualche mese aveva compiuto trentadue anni.
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